Try Creampie!

Luogo: Milano, Palazzo Reale, Sala delle Otto Colonne
Compagnia: Animanera

Try Creampie è una performance, creata dal gruppo teatrale Animanera, che inizialmente era stata pensata per fare da opening alla mostra milanese "Arte e Omosessualità", ideata e curata da Vittorio Sgarbi, che attualmente svolge mansioni di Assessore della Cultura per il comune di Milano appunto.

Già. Peccato che poi tale mostra sia stata chiusa dall’ottimo sindaco Letizia Moratti, un eccellente esempio di come nell’Unione Europea la città di Milano dovrebbe dimostrarsi aperta mentalmente. Ecco un articolo del Corriere a riguardo: http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/07_Luglio/13/sgarbi_moratti_arte_omosex.shtml

Frustrazione passata a parte, parliamo di quello che ho visto ieri sera, ovvero una replica di quella performance. Come accade spesso nelle rappresentazioni di Animanera, il coinvolgimento col pubblico è diretto.

Veniamo divisi in gruppetti e, a fare gli onori di casa arriva Claudio Raimondo (CasaMorigi) in splendide sembianze da maitresse con tanto di abito firmato vintage e mezzo volto truccato e mezzo no. Ella ci accompagna su per le scale e ci offre delle caramelle a forma di ciuccio. 
Poco dopo appaiono degli angeli che ci accompagnano in una stanza.

All’interno la luce è cupa e al centro c’è una sirena particolarmente prosperosa di corpo che ammica. Dopo averla fissata per qualche minuto, un angelo mi riprende e mi porta dentro un grande spazio sempre in penombra.
Al centro si vede immediatamente una figura che ricorda Gesù Cristo in croce (ERRATA CORRIDGE: è in realtà S.Sebastiano!), con tanto di freccie conficcate nel corpo.

Attorno, disposti attorno alla stanza attaccati alle pareti, giacciono diversi letti, dove a coppie si viene accompagnati (ahimè in uno solo di codesti letti) sempre dagli angeli, che ogni tanto sussurrano frasi come "il cazzo è santo".
Ogni letto è "popolato" da un personaggio di una serie di brani scelti sul tema omosessualità, ed è il personaggio stesso a raccontartci la sua storia.
In particolare la mia era "Il ritratto di Dorian Gray" (O.Wilde). Magnetico lo sguardo dell’attore che la interpretava.

Subito dopo la storia, si viene portati via e il tutto finisce. L’ideale sarebbe stato fare almeno un paio di letti, ma per questioni di tempo si preferisce dare la possibilità ad un pubblico più vasto di assistere alla performance.
Non mi sono chiare la figura della sirena e, anche se "mi garba", il Cristo. Suggerimenti?

Uscendo da Palazzo Reale, mi immaginavo la faccia della signora Moratti mentre un simpatico angioletto le sussurava: "il culo è santo".

very rockerZ

figatona ieri seri, all’Alcatraz di Milano, celebre discoteca rock per non-fighetti… si festeggiava il 17° compleanno di RockFM, forse l’unica vera radio rock in Italia (non venitemi a dire che Virgin Radio è un’emittente rock…), che negli anni è riuscita a sopravvivere e ora è più forte che mai (e negli ultimi anni le cose non sono state affatto facili, visti i casini che aveva avuto la radio "gemella" ex-101).

Sul palco quasi tutti i dj che hanno formato una All-Star Band suonando classici come Paranoid, Great balls of fire o Eptadone dei grandi Skiantos, con lui… il maestro Roberto "Freak" Antoni... che omo! e c’era anche la grande armonica di Fabio Treves...

fantastico il momento puramente heavy dove dal palco Max De Riu incitava me e tutti gli altri invasati con Enter Sandman, Fear of the dark, Walk e tante altre… nel mentre il grande Maurizio Faulisi lanciava a non finire magliette e cd al pubblico completamente impazzito

e… udite udite… sono state finalmente rilasciate le patenti UFFICIALI da veri-rocker di Pane Burro e Rock’n’Roll… un grazie al dj Ariele e PBR che è davvero un raggio di luce mattutino…

insomma, una grande serata, un grazie a tutti i dj di RockFM e un affanculo a tutti quelli che nel rock non ci credono 

ricordi #2

mentre scrivo: "Non al denaro non all’amore nè al cielo" di DeAndrè, nella versione di Morgan

A volte fare certi tratti di strada con certi sottofondi musicali è un po’ come entrare in una macchina del tempo…

cominciai ad ascoltare heavy metal in terza superiore (quindi circa a 15/16 anni)... Ciro mi prestò ...and justice for all dei Metallica e, nel giro di un paio di settimane, lo imparai a memoria. Tra l’altro ai tempi MTV era solita trasmettere il video di One ad alta rotazione durante il pomeriggio. Ricordo ancora in classe noi a fare gli idioti ad imitare i four horsemen.
Il primo CD originale fu invece Somewhere in time degli Iron Maiden, e li rimasi semplicemente folgorato; a quello seguì The Number of the Beast, durante gli assoli mi muovevo come un folle nella stessa camera in cui sto scrivendo ora.

L’ultimo giorno di scuola della 3a superiore dell’ITIS Antonio Badoni di Lecco, riuscimmo a fare un po’ di baldoria tra chitarre e altro. Un ragazzo di un’altra classe dell’indirizzo di meccanica, Andrea detto "il rosso", era li insieme a noi. Ad un certo punto dopo una cantata di The Number of the Beast, mi chiese se volevo provare a cantare nel suo gruppo.

CAZZO SI! era quello che pensai! Cominciai a fare avanti e indietro da Valmadrera a Calolziocorte: prima autobus fino a Lecco e poi treno… c’era un pezzo di strada piuttosto consistente tra la FS di Calolzio e il CAG (centro d’aggregazione giovanile), ma la cosa per me era irrilevante, ero il fottuto cantante dei KREOS. Come band in realtà non eravamo un granchè... però cazzo ricordo un live a Mandello dove abbiamo spaccato il culo alla grande con una versione piuttosto fica di Ricochet dei Faith no more e un pezzo nostro (Got to gone).

Il CAG lo consideravo un posto fantastico, insomma dico, sale prove messe a disposizione a titolo gratuito a dei giovinastri, un avanti e indietro di gente pazzesco e… insomma una gran figata. Proprio mentre ci passavo ieri in macchina mi chiedevo se ora è le stessa cosa, se esiste o no, se è un’altra cosa ecc ecc

E mi chiedevo anche dove fossero in quell’istante Patrizia e Cristina… ma questa è (quasi) un’altra storia…

formulas fatal to the flesh

Ca del Boscobeh, forse i Morbid Angel intendevano altro nella canzone… io invece volevo parlarvi della mia giornata di ieri, trascorsa a Villa Lecchi a Erbusco per il Festival del Franciacorta.

La Villa è un posto delizioso e la giornata splendida, al nostro arrivo il numero di visitatori è già consistente, in seguito diventerà quasi letale.
Forse non è proprio il posto ideale per gli appassionati "seri", visto che cmq ad un certo punto il tutto diventa una specie di bevuta generale, accompagnata dai vari stuzzichini presenti che venivano letteralmente presi d’assalto quando arrivavano.

Eppure, eppure mi è piaciuta anche quest’anno, come l’anno scorso. Si perchè arrivi, ti fai il tuo bel giretto e con calma puoi assaggiare, parlare, riposarti sul prato (merito anche dei bei posti che il consorzio sceglie ogni volta) quando l’effetto dell’alcool si fa sentire.

Ho lasciato a casa i depliant delle aziende che mi hanno colpito, quindi concluderò il post stasera.
Inutile dire che le proposte dei nomi "tosti" come ad esempio Bellavista e Ca’ del Bosco erano ottime, anche se mi ha deluso un po’ la presenza di un unico tipo di Franciacorta per il Bellavista.

Certo, il costo è di 30 euro, che non sono proprio pochi, ma paragonato a prezzi di altri eventi, ci può stare. Inoltre, concordo con Ziliani sul fatto che forse il prezzo di questo livello serve a fare da "barriera" tra chi è solo curioso e chi invece è "quasi" appassionato, o cmq più motivato…

maybe I’m just like my mother, she’s never satisfied

mentre scrivo: "When Doves Cry" (Prince)

Non ci sono andato.

Venerdì sera, rientrato a casa da mia sorella mi sono detto: "faccio un pisolino fino a mezzanotte e poi via".

Poi il sonno ha incominciato a impradronirsi di me, e nel mentre veniva a galla un ragionamento che (probabilmente) avevo già fatto inconsciamente.

Perchè andare al Company? Si, in buona parte è xchè vorrei vedermi più spesso con S., causa "insoddisfazione" momentanea delle mie attuali relazioni interpersonali amicali.
Però c’era qualcos’altro sotto. E si chiama nostalgia.

Nel bene e nel male, gli anni in cui andavo spesso al CP sono stati tra i più belli che abbia mai avuto, insomma vivevo per i fatti miei, indipendente e spensierato (altro che università o risparmi per la casa).

Volevo stare un po’ al calduccio con l’illusione che rievocare un rito che una volta avevo (ai tempi andavo dalle 2 alle 3 volte alla settimana) mi avrebbe fatto sentire meglio. Beh probabilmente lo avrebbe anche fatto e non è escluso che cmq ci faccia un salto prima o poi; ma aver ammesso questa cosa credo sia positivo.

Sono (quasi) convinto che i miei "nuovi migliori anni" saranno tra circa 2/3 anni ancora.

if you’ll ever get close a human and human behaviour…

mentre scrivo: "Venus as a boy" (Bjork)

ed eccomi, lo sapevo.

Si, lo sapevo che non avrei resistito a lungo, non riesco mai a "tenere il muso". Specie con qualcuno con cui sento di essere sulla stessa lunghezza d’onda, di essere simile, pur avendo stili di vita, età e storie diverse.

Debole? Può darsi. Ma affannarsi a che serve? Io ne ricavo poco, anzi ne ricavo pensieri stupidi e basta. Gli altri non ne ricavano niente, cioè dipende, da cosa? Dalle sensibilità degli altri. Ma poi chi sono io per dire a un altro come stare al mondo, come comportarsi con me?

Certo a volte gradirei/meriterei un po’ più + di attenzione/rispetto, e forse ce l’ho anche ma non me ne accorgo.

E così eccomi insieme a M. a fare questo giro in bici in riva al lago di Lecco e all’Adda. Giro un po’ lungo a dire il vero, ma ero e sono contento. Non lo nascondo, no, neanche in faccia a M., che del resto lo sa anche.

Probabilmente vorrei di più, ma devo accontentarmi, e va bene, ma io sono volubile, cambio idea e atteggiamento spesso… tra una settimana forse sarò tutto ancora diverso.

Il dubbio è sempre uno. Però non mi va di scriverlo qui. No, non mi va per un cazzo.

P.S.: dimenticavo, se volete risentirvi vivi per una volta, vi consiglio una corsetta in bici di rientro a casa in mezzo al temporale. Altro che sport estremi.

sometimes in the morning oh honey I miss you so

ultimamente pare mi abbia preso la fissa per le mostre/musei, dev’essere stata prima la gita a Londra al fichissimo Tate Modern e in seguito al  Reina "è-quello-del-Guernica" Sofia di Madrid.

Dopo pranzo io e G. arriviamo alla nostra destinazione: Musei Mazzucchelli di Mazzano (BS), dove all’interno di una splendida villa si trovano 2 musei permanenti, molto ben fatti e con molto materiale, ma che non mi/ci hanno emozionato molto…

Il clou era piuttosto la mostra "Il teatro degli artisti". Circa 300 opere di artisti diversi tra di loro, tutte con in comune una cosa: essere state concepite per delle opere teatrali o dei balletti. E quindi vai di bozzetti per fondali scenici, costumi e installazioni… il tutto per 8 euri.

Se siete anche voi "intrippati" per le mostre, vi segnalo Exibart, sito dove potete cercare le mostre che ci sono al momento nella vostra città e con il quale potete anche cercare per autore e altri parametri, very comfortable.

Appunti di viaggio futuri:

- MUMOK di Vienna
- Les abattoirs di Tolosa