Recensione “La chiave del 20″

La chiave del 20Band: Uochi Toki + Eterea Postbong Band
Voto: 8
Traccie consigliate: da ascoltare tutto assieme

Probabilmente Napo, leggendo la parola recensione, mi manderebbe a casa Fele o qualcun’altro per "darmi una bella ripassata e portargli un mio braccio frullato così almeno avrei un motivo per lamentarmi".

Beh, nell’attessa io due righe le scrivo lo stesso. Gli Uochi Toki sono una band italiana che fa rap, ormai da un po’ di tempo. Inutile parlarvi dei lavori precedenti, semplicemente dovete ascoltarli.

In questo ciddì i nostri fottuti beneamini sono in compagnia di un’altro gruppo che arriva da terre venete, tali Eterea Postbong Bang. Il fautore di questa unione pare sia Mirko Spino della Wallace Record.

Il risultato è strafico. Ci viene qui raccontato un sabato sera passato in discoteca, da gente che in discoteca non ci va solitamente ("mmmmm non so Riccardo, le discoteche mi stanno sul cazzo, sono ambienti del cazzo"). Tutto perchè un loro amichetto è in grado, con solo l’ausilio di una chiave del 20, di forzare l’uscita di sicurezza.

Il disco inizia con Trailer, che è un vero e proprio prologo in cui vengono presentati i personaggi e i punti salienti della storia, dopodichè parte Scle-dance, pezzo degli Eterea che subito fa capire cosa essa vogliono proporci: ovvero un mood diverso di volta in volta che si adatti alla situazione.

In media res è il flashback che ci porta all’inizio della storia… con questa vocina alla "assassino in un film di Dario Argento" (non ricordo chi sia anche se sul cd è scritto), poco dopo parte Rotto per causa di Egon, dove si sente finalmente la base "alla Rico" con sopra Napo che sproloquia.

La chiave del 20  è il resoconto "dettagliato" della scassinatura, dopo tocca agli Eterea portarci dentro il club con Brus bros, e la cosa funziona, pare di essere li a muovere il culetto insieme agli altri "splendidi".

Poi finalmente parte In da club, il mio pezzo preferito. Napo rompe i coglioni di qui e di la come al solito alla grande e ovviamente non risparmiando commenti e senza celare stupore (CRISTO MA QUI C’E’ ANCHE UNA PISCINA!) di fronte a quello che vede. Divertente poi sentire quello che egli pensa sulla droga e il suo utilizzo e i suoi utilizzatori.

Come nei migliori fine serata, ci si sbafa un kebab con Salsa Bianca per poi ascoltare Babèk (ketama beat), bell’episodio orientaleggiante per gli Eterea. C’è poi il rientro a casa di Dal club alla strada dove si tirano le somme dell’avventura. Napo insiste con il suo parere sulla droga e il malessere da essa derivante e lo paragona con il suo di malessere, che però "dura solo un paio di mezz’ore".

Dopo un episodio di Twin Peaks e un buon sonno di Scle-trance (bada ai lamenti) arriviamo al finale de La colazione coi campioni: ovvero resoconto di una mattina che non è stata la solita "la notte leoni la mattina coglioni". Riguardo agli Uochi è il pezzo del disco che apprezzo di meno, probabilmente perchè mi riesce difficile capire esattamente di cosa stia parlando (almeno in alcuni passaggi)...

Insomma per concludere veramente un bel disco… peccato per la durata un po’ esigua… aspetto date live!

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