ricordi #2

mentre scrivo: "Non al denaro non all’amore nè al cielo" di DeAndrè, nella versione di Morgan

A volte fare certi tratti di strada con certi sottofondi musicali è un po’ come entrare in una macchina del tempo…

cominciai ad ascoltare heavy metal in terza superiore (quindi circa a 15/16 anni)... Ciro mi prestò ...and justice for all dei Metallica e, nel giro di un paio di settimane, lo imparai a memoria. Tra l’altro ai tempi MTV era solita trasmettere il video di One ad alta rotazione durante il pomeriggio. Ricordo ancora in classe noi a fare gli idioti ad imitare i four horsemen.
Il primo CD originale fu invece Somewhere in time degli Iron Maiden, e li rimasi semplicemente folgorato; a quello seguì The Number of the Beast, durante gli assoli mi muovevo come un folle nella stessa camera in cui sto scrivendo ora.

L’ultimo giorno di scuola della 3a superiore dell’ITIS Antonio Badoni di Lecco, riuscimmo a fare un po’ di baldoria tra chitarre e altro. Un ragazzo di un’altra classe dell’indirizzo di meccanica, Andrea detto "il rosso", era li insieme a noi. Ad un certo punto dopo una cantata di The Number of the Beast, mi chiese se volevo provare a cantare nel suo gruppo.

CAZZO SI! era quello che pensai! Cominciai a fare avanti e indietro da Valmadrera a Calolziocorte: prima autobus fino a Lecco e poi treno… c’era un pezzo di strada piuttosto consistente tra la FS di Calolzio e il CAG (centro d’aggregazione giovanile), ma la cosa per me era irrilevante, ero il fottuto cantante dei KREOS. Come band in realtà non eravamo un granchè... però cazzo ricordo un live a Mandello dove abbiamo spaccato il culo alla grande con una versione piuttosto fica di Ricochet dei Faith no more e un pezzo nostro (Got to gone).

Il CAG lo consideravo un posto fantastico, insomma dico, sale prove messe a disposizione a titolo gratuito a dei giovinastri, un avanti e indietro di gente pazzesco e… insomma una gran figata. Proprio mentre ci passavo ieri in macchina mi chiedevo se ora è le stessa cosa, se esiste o no, se è un’altra cosa ecc ecc

E mi chiedevo anche dove fossero in quell’istante Patrizia e Cristina… ma questa è (quasi) un’altra storia…

cose che mi ricordano che sono vivo #1

ascoltare ad un volume disumano l’assolo di Tornado Of Souls dei Megadeth in macchina a 100 km/h coi finestrini totalmente abbassati sulla tangenziale nord…

ma non ha un po’ rotto i coglioni?

Beppe Grillo intendo…

il ragazzo con la spina nel fianco

il ragazzo con la spina nel fianco
dietro al suo odio c’è
un folle desiderio di amore

come possono guardarmi negli occhi
e ancora non credermi?
come possono sentirmi dire queste cose
e ancora non credermi?
e se non mi credono ora
mi crederanno mai?

il ragazzo con la spina nel fianco
dietro al suo odio c’è
un folle desiderio di amore

come possono vedere l’amore nei nostri occhi
e ancora non crederci?
e dopo tutto questo tempo
non vogliono crederci
e se non ci credono ora
ci crederanno mai?
e quando vuoi farti una vita
da dove cominci?
dove vai?
chi devi conoscere?

libera traduzione di "The boy with the thorn in his side" dei The Smiths, dall’album The Queen Is Dead

Recensione live Architecture In Helsinki

Data: 24/09/2007
Luogo: Musicdrome (ex-Transilvania live), Milano
Spalla: Jona Bechtolt (voto: 7)
Voto: 7,5

E pensare che me lo potevo perdere sto concerto…

Si perchè inizialmente, uscito da lavoro, vado a trovare un amico a Milano e quasi quasi mi passa la voglia di andare, sa il cielo perchè.

Poi invece alle 21 circa, grazie anche ad una spinta del suddetto amico (che avesse voluto buttarmi fuori? ;-) ) mi dirigo in zona S.Siro verso il Transilvania Live, che ora ha cambiato nome in Musicdrome (anche se dentro per ora c’è ancora il logo col pipistrello…).

YachtIl biglietto costa 15 euro, entro che il "gruppo" di spalla sta già suonando. Tra virgolette perchè in realtà era un singolo, un ragazzo di 26 anni di nome Jona Bechtolt che ha proposto un’ora di elettropop riuscendo a incuriosire molto il pubblico, anche per il fatto che si rivolgeva direttamente ad esso. Inoltre si dimenava come un forsennato sul palco e anche "on the floor".

Ma veniamo ai nostri, che cominciano il loro show verso le 22.30 circa. Il suono è buono, l’acustica di questo posto non mi dispiace affatto, l’avevo già apprezzata quando, anni orsono, ero venuto a sentire i Lacuna Coil+Sentenced.

Gli AIH poi, per dirla in slang, "rendono"... le due voci soliste se la cavano molto bene, anche nei passaggi un po’ più impegnativi che a volte le loro canzoni presentano, e come musicisti sono tutti validi (forse un po’ approssimative le parti di trombone).

I ragazzi hanno pescato un po’ da tutto il loro repertorio, almeno mi pare di capire, visto che ho sentito pezzi sia da In case we die che da Places like this, più altro che non conoscevo. Ecco quelle che ho riconosciuto, in ordine di come mi si sono "presentate":

* Red turned to white
* It’s 5
* Like it or not
* Debbie
* Hold music
* Do the whirlwind
* Neverevereverdid
* Heart it races (bis)

Peccato non abbiano suonato Need to shout, mi sarei gasato parecchio.

Lo show è durato un’ora e qualcosa, non tantissimo ma era quello che mi aspettavo… ultima nota è che tra l’altro mi sono sembrati piuttosto easy come persone… tra l’altro raccontavano con entusiasmo del loro show estivo in Siclia a Castelbuono (PA) all’Ipsygrock, festival molto popolare in trinacria… (che tra l’altro mi sono perso per un paio di giorno porcaccia la miseria, visto che mi trovavo già li!)

formulas fatal to the flesh

Ca del Boscobeh, forse i Morbid Angel intendevano altro nella canzone… io invece volevo parlarvi della mia giornata di ieri, trascorsa a Villa Lecchi a Erbusco per il Festival del Franciacorta.

La Villa è un posto delizioso e la giornata splendida, al nostro arrivo il numero di visitatori è già consistente, in seguito diventerà quasi letale.
Forse non è proprio il posto ideale per gli appassionati "seri", visto che cmq ad un certo punto il tutto diventa una specie di bevuta generale, accompagnata dai vari stuzzichini presenti che venivano letteralmente presi d’assalto quando arrivavano.

Eppure, eppure mi è piaciuta anche quest’anno, come l’anno scorso. Si perchè arrivi, ti fai il tuo bel giretto e con calma puoi assaggiare, parlare, riposarti sul prato (merito anche dei bei posti che il consorzio sceglie ogni volta) quando l’effetto dell’alcool si fa sentire.

Ho lasciato a casa i depliant delle aziende che mi hanno colpito, quindi concluderò il post stasera.
Inutile dire che le proposte dei nomi "tosti" come ad esempio Bellavista e Ca’ del Bosco erano ottime, anche se mi ha deluso un po’ la presenza di un unico tipo di Franciacorta per il Bellavista.

Certo, il costo è di 30 euro, che non sono proprio pochi, ma paragonato a prezzi di altri eventi, ci può stare. Inoltre, concordo con Ziliani sul fatto che forse il prezzo di questo livello serve a fare da "barriera" tra chi è solo curioso e chi invece è "quasi" appassionato, o cmq più motivato…

99 bottiglie di birraaaaa

oggi stavo cercando informazioni su AX e X++, rispettivamente un gestionale per medie/grandi imprese della Microsoft e l’annesso linguaggio di sviluppo dedicato… e ho trovato questo sito che definirei da urlo…

http://99-bottles-of-beer.net/

nota: only for real programmers emoticon