Recensione ristorante “La filanda”
Indirzzo: Via Mons. Giulio Parmigiani, 4 – Valmadrera (LC)
Sito: http://www.ristorantelafilanda.com/
Voto: 7
Prima volta in assoluto per me. Cosa? Di andare a mangiare a Valmadrera (LC). Beh si, aggiungiamo la nota che è anche il comune in cui attualmente risiedo.
Il ristorante in questione è appunto "La Filanda" che non è un nome scelto così, tanto per, ma proprio perchè l’edificio in cui è ubicato era una vera filanda, settore in cui la provincia di Lecco un tempo era piuttosto prolifica.
L’ingresso è molto grazioso con archi in pietra che si trovano anche all’interno del locale. Luci discrete e lampadari originali arricchiscono l’arredamento, insieme a diversi porta bottiglie in legno (pieni, of course!).
All’ingresso diciamo di aver prenotato per due e la giovane ragazza che ci accoglie sembra andare un po’ in panico e "va a chiedere"... in seguito ci dice che possiamo sederci dove vogliamo… vabeh
Una volta seduta verremo seguiti dall’altra ragazza (in totale erano due in sala) che sarà molto disponibile nell’accogliere domande e che servirà anche il vino.
Apparecchiatura di livello medio.
I menu sono tre: uno per le pizze che abbiamo ignorato e poi il menu alla carta e i vini.
La carta comprende diversi antipasti, primi secondi e anche due menu degustazione, uno di carne e uno di pesce, entrambe a 40 euro (antipasto/primo/secondo/dolce), coperto incluso (che altrimenti costerebbe 2,50 euro se ricordo bene).
La lista dei vini non è molto ricca ma ci può stare, da essa scegliamo un Lugana Superiore Selva Capuzza 2004, di cui ricordo lo spendido bouqet.
Dopo una "annosa" consultazione, decidiamo di prendere il menu degustazione di pesce, al quale io chiedo una piccola modifica per l’antipasto, che viene accettata.
Riso selvaggio con gamberi
Un inizio veramente tosto. Il condimento è un sughetto alle verdure molto saporito che con la freschezza del Lugana forma uno sposalizio ideale, il piatto migliore della serata.
Piovra con sfere di patate
Era l’antipasto originario del menu, che ho assaggiato dal piatto di G.
Decisamente valido, ma completamente diverso come inizio, questo è in effetti più adeguato al primo che segue nel menu degustazione.
Ravioli ripieni di aragosta
Molto buono il raviolo col suo ripieno, il piatto secondo me soffre di un condimento (ottenuto da una ristretto di pesce) veramente troppo delicato, ma probabilmente la sensazione è "aggravata" dal mio antipasto che invece era molto strong.
Dentice d’amo
Un dentice veramente di qualità eccelsa, con una carne consistente e saporita.
Piatto semplice ma ottimo.
Per il dolce ci viene portata un’altra lista che contiene anche distillati e vini da dessert. Da essa scelto una Crema catalana al caffè ben fatta. Per accompagnare il dolce prendiamo un calice di Passito di Pantelleria "Ben Rye" (Donnafugata), ovvero la gioia in bocca.
Ricevuta:
2 menu degustazione – 80 euro
1 lugana – 19 euro
2 passiti - 10 euro
1 acqua – 2,50 euro
Totale: 111,50 euro
Un locale di livello medio molto valido, con un buon rapporto qualità/prezzo.


